Percorsi verso un'Ecologia della Mente

All’inizio degli anni ’70, Gregory Bateson introduceva il concetto di Ecologia della Mente per evidenziare la necessità di unificare i processi di pensiero umani, troppo spesso frammentati ed incoerenti.

Prendendo in considerazione sia l’esattezza del pensiero scientifico che l’ambiguità della visione umanistica di concetti fondamentali – come quello di ordine e disordine – Bateson mostrava come le nostre menti sono piene di “pensieri-spazzatura”, ovvero pensieri monchi, frammentati, privi di vitalità propria (oggi diremmo non autopoietici), i quali accumulandosi finiscono per ingombrare prima ed impedire poi la nascita di un vero e proprio pensiero unitario, unificante ed armonico, il pensiero ecologico.

Seguendo queste modalità di pensiero, finiamo noi stessi per realizzare comportamenti non ecologici, ovvero mancanti di integrazione e coerenza, non equilibrati. In altre parole, finiamo per sviluppare una visione della vita che non è reale, e le azioni che compiamo, riflettendo il modo in cui pensiamo, finiscono per creare spazzatura reale, inquinamento e per danneggiare gli ecosistemi con i quali entriamo in relazione.

Attraverso il gioco, attività di gruppo ed esperienze dirette, il progetto “Percorsi verso un’Ecologia della Mente” conduce gli studenti delle scuole primarie e secondarie alla riscoperta del senso unitario della vita, collocando l’essere umano nella rete di relazioni che lo circonda, ed imparando a riconoscere e superare alcuni dei principali pensieri-spazzatura che ostacolano i processi di integrazione e crescita.