L’Anticasta va in Green al Pisa Book Festival
Con grande piacere apprendiamo la notizia che L’Anticasta, il libro sull’Italia che funziona di Michele Dotti e Marco Boschini è stato premiato con il Green Book al festival del libro di Pisa 2009. Il Premio Green Book è dedicato all’editore che nel corso dell’anno ha dimostrato maggiore impegno e dedizione alla causa ecologica e al verde urbano. La casa editrice Emi aveva già pubblicato altri libri in linea con il quadro positivo e propositivo che emerge dalla preziosa indagine sui Comuni Virtuosi effettuata dagli autori. Speriamo sia solo l’inizio di questo fantastico Viaggio nell’Italia dei comuni a 5 stelle, la video-inchiesta allegata al libro.
La Botanica di Leonardo

La Botanica di Leonardo
Un discorso sulla scienza delle qualità.
L’ 11 di giugno è stato presentato al pubblico a Milano il nuovo volume di Fritjof Capra, il secondo della collana delle International Lectures sulla Natura e l’Ecologia Umana pubblicate da Aboca, intitolato “La Botanica di Leonardo”.
La spirale poi è forma che risulta centrale a un esame più attento della poetica pittorica leonardesca. A partire dal miglio dello “Studio per la Giostra” (c. 1474, Galleria degli Uffizi, Firenze) – uno dei primi disegni botanici conosciuti di Leonardo, alla rappresentazione dell’acoro falso (Iris pseudacorus) ai piedi della Madonna nel celebre quadro “La Vergine delle Rocce” (Collezione del Louvre). Nel folio 16 della Collezione Windsor è presente in maniera chiara e assolutamente centrale, la forma a spirale di un cipollone d’acqua (Ornithogalum umbellatum) stilizzato.
Una nota di assoluto merito è per la cura del volume, pensato nelle giuste dimensioni – e rilegato con la consueta cura delle edizioni Aboca – per riprodurre la gioia che solo la contemplazione della perfezione messa su carta da Leonardo può dare.
Abbiamo già avuto modo di introdurre ai nostri lettori la figura di Fritjof Capra, anche se molto sommariamente, nel nostro precedente articolo sui “Nuovi Fatti della Vita”.
Con questa nuova pubblicazione Capra prosegue il lavoro cominciato con il precedente “La Scienza Universale”, mostrando al mondo l’ecologia del pensiero di Leonardo da Vinci.
Noto universalmente per il proprio genio inventivo e creativo, Leonardo viene spesso visto come un precursore della scienza e della tecnica moderne. I suoi studi sulla fisiologia e biologia umana, sul volo, sulle macchine, la sua capacità di anticipare evoluzioni in campo scientifico e
delle tecniche che si sarebbero realizzate solo molti secoli dopo la sua scomparsa, così come la sua raffinata tecnica pittorica, sono elementi che incuriosiscono ed affascinano molti. Più di rado ci si sofferma – come fa Capra – a soppesare il significato profondo dell’approccio conoscitivo Leonardesco, che a pieno diritto può essere visto come un esempio realizzato di pensiero ecologico, in cui la capacità analitica e di pensiero logico e quella analogica e spaziale si fondono in un unico strumento versatile con il quale indagare il mistero della Vita e della Natura, profondamente amate e rispettate da Leonardo in tutte le loro forme.
E sono le “forme” e le loro connessioni, in particolare, che Leonardo indaga principalmente attraverso la pittura ed il ricorso al pensiero analogico, insieme con i processi interni che le plasmano ed in continuazione le costringono, dall’interno, ad evolversi. È così che egli riconosce ed indaga i tre elementi fondamentali (schema di organizzazione, struttura, processo della vita) di quello che oggi chiamiamo Pensiero Sistemico.
Il pensiero sistemico è di fondamentale importanza per l’educazione ecologica richiesta dal mondo odierno, in quanto è un pensiero che connette gli uomini gli uni agli altri e con tutte le forme che hanno vita nel nostro Pianeta, così come connette le idee per assonanza ed analogia, riequilibrando gli eccessi causati dal paradigma meccanicistico che conosce solo i concetti di quantità, crescita senza limiti, autoaffermazione, competizione, che per conoscere ha bisogno di separare e dividere, ma che lascia fuori tutto un insieme di esperienze ed elementi che fanno imprescindibilmente parte dell’essere umano, la cui natura fondamentale è quella di essere connesso con la vita che lo circonda.
Per noi di EcologiaInViaggio Leonardo da Vinci è un esempio molto importante, in quanto realizza in pieno l’ideale di “educare educandosi”, che è alla base della nostra associazione: educare attraverso l’esempio degli effetti di trasformazione che l’educazione ha su noi stessi, man mano che impariamo a leggere nei simboli che le forme della Natura ci mostrano e che decidiamo, di conseguenza, di modificare i nostri comportamenti e le nostre abitudini per rispecchiare noi stessi quei principi. Per citare Leonardo:
“Prima farò alcuna esperienza, avanti ch’io più oltre proceda, perché mia intenzione è allegare prima la sperenzia e po’ colla ragione dimostrare perché tale esperienza è constretta in tal modo ad operare; e questa è la vera regola come li speculatori delli effetti naturali hanno a procedere” (Leonardo da Vinci, 1513 ca.).
Fonte: EcologiaInViaggio
L’impronta dei Radiohead

Bisognerà pure cominciare da qualche parte a ridurre l’impatto disastroso dell’uomo nei confronti dell’ambiente e i Radiohead, una delle band più seguite del pianeta, cominciano dai loro tour…
La loro impronta nella storia della musica l’hanno già lasciata. Hanno sfornato uno degli album più importanti del XX° secolo (Ok Computer), hanno inventato o quasi un genere musicale con Kid A e Amnesiac, e con In Rainbows (uscito fisicamente nei negozi il 1° gennaio 2008) hanno rivoluzionato i metodi tradizionali di distribuzione, sfidando lo strapotere delle major e passando oltre, grazie alle possibilità della rete. Ora Thom Yorke e soci hanno accettato la sfida più grande: quella di far cambiare le abitudini delle persone.
Preoccupati per le mobilitazioni di massa durante i loro concerti, i Radiohead hanno commissionato a Best Foot Forward, una compagnia di Oxford, uno studio sul modo di ridurre l’impatto ambientale dei loro lunghi e seguitissimi tour.
Il risultato è visibile sul blog della band inglese, dove il tour manager spiega passo dopo passo cosa i membri della band - ma anche tutti i tecnici e il personale che li circonda - stiano facendo di concreto per tentare di ridurre la loro impronta ecologica (ovvero l’impatto sull’ambiente) dei loro tour.
Tra le misure intraprese dal management del gruppo:
- Offrire posti di parcheggio preferenziali e comunicazione adeguata ai partecipanti che si dividono la macchina. (car sharing)
- Usare lampadine a basso consumo in tutte le aree
- Comprare energia pulita o da risorse rinnovabili dai fornitori di energia
- Usare tazze riusabili al posto di quelle usa e getta
- Usare carta riciclata per tutti gli articoli di cancelleria, i biglietti, i poster, i flyers e i tovaglioli
- Usare stoviglie di carta riciclata e posate di legno, non di plastica
- Impiantare dei punti di raccolta per tutte le lattine e le bottiglie
- Mantenere costantemente bassa la velocità dei loro cinque camion necessari per il trasporto della band, dell’équipe, delle luci, degli strumenti
I risultati sono stati una diminuzione del 12 % delle macchine usate, così come una sensibilizzazione di molte organizzazioni, che hanno generalmente accolto bene queste richieste fatte dalla band. come i luoghi generalmente usati per ospitare grandi eventi come questi, di solito siano situati fuori città, in una posizione difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, provocando in questo modo un esodo di massa di fan con le loro macchine, spesso con solo una o due persone dentro.
Altri risultati dimostrano infatti che
- se la media dell’occupazione delle macchine salisse dal 2,2 a 3 l’intera emissione di CO2 si ridurrebbe del 22%
- Dimezzare i voli dei fan ridurrebbe il consumo del 5%
- E se il 10% dei passeggeri che solitamente va in macchina, viaggiasse in autobus, questo ridurrebbe le emissioni del 7%
Chiaramente anche il gruppo ha usato ogni volta che ha potuto il trasporto via mare, che è più efficiente del 93%. Inoltre ha rinunciato ai voli charter, preferendogli l’autostrada, o le rotaie.
Se proprio è necessario usare la macchina, si può tentare di massimizzare il trasporto (è lo stesso discorso di riempire bene il cestello della lavatrice invece di lasciarlo semi-vuota) con la pratica del car sharing. Attraverso una bacheca virtuale chi decide di andare in macchina al concerto mette a disposizione ad altri partecipanti i posti in modo, così facendo, anche di ridurre le spese per la benzina e, perché no, fare nuove conoscenze.
Il leader della band, il cantante Thom Yorke, ha recentemente pronunciato un discorso nei quartieri generali della comunità europea a Bruxelles, riguardo l’urgenza di ridurre drasticamente le emissioni di carbonio entro il 2020. Ha aggiunto “Se non lo facciamo subito, fra vent’anni la situazione sarà ancora peggiore e ci sarà bisogno di misure ancor più drastiche”.
Proprio in quest’ottica a febbraio i Radiohead hanno annunciato di escludere dal tour la loro ormai consueta tappa allo storico festival di Glastonbury, in quanto troppo decentralizzato rispetto ai mezzi pubblici, per paura che i fan possano riversarvisi in massa con la loro vettura.
Sebbene questa politica ecologica sul tour sia stata avallata sia dai fan (da sempre vicini alle scelte politiche e stilistiche) che dalle organizzazioni (il manager conferma che anche Live Nation, la grande multinazionale dell’organizzazione concerti è venuto incontro alle loro eco-esigenze) ci sono dei punti che non si riescono a cambiare. Per quanto riguarda gli alimenti, ad esempio, non c’è stato verso di influire sull’organizzazione per richiedere del cibo organico proveniente dalla medesima area dei concerti, in quanto i promoter rispondevano che la gente vuole mangiare birra chimicamente potenziata e hamburgers prodotti in massa.
Anche Jack Johnson, musicista da anni impegnato nella lotta contro gli sprechi e gli abusi ambientali, ha lanciato una sua campagna www.AllAtOnce.org che cerca di creare una comunità di persone realmente preoccupate per la salute del pianeta, in modo da favorire iniziative ambientali concrete, che partono dalle azioni di tutti i giorni. All at once, è un social network che fornisce, informazioni, strumenti e motivazioni per individui che vogliono diventare attivi nella loro comunità locale e mondiale. Qui All At Once, la canzone di Jack Johnson che da il titolo alla sua campagna.
Il tutto per ridurre le emissioni di gas ed il conseguente effetto serra.
http://www.bestfootforward.com/
Dal 1997 la compagnia Best Foot Forward ha svolto almeno 1000 analisi per aiutare più di 100 organizzazioni a misurare, gestire, comunicare e ridurre il loro impatto ambientale.
http://www.radiohead.com/deadairspace/index.php?a=310
Questo il link al post presente sul blog della band, il Dead Air Space, punto di incontro tra i fan e il gruppo.
http://www.flickr.com/photos/edcotton/2144519680/
Qui un’immagine che riassume in forma di tabella, i risultati della ricerca di Best Foot Foward, e dove si evince che la differenza viene giocata dai fan, e da come decidono di spostarsi per andare a vedere il concerto.
I film di EcologiaInViaggio - Ultimatum alla Terra
L’alieno Klaatu ritorna sul nostro pianeta e ci avverte che abbiamo un’ultima chance per cambiare il nostro atteggiamento sbagliato nei confronti del pianeta..
Il film Ultimatum Alla Terra è importante perché ci fa capire che non siamo noi i padroni di questa Terra e che sebbene stiamo arrecando danni gravissimi al pianeta, abbiamo ancora la possibilità (nonché il dovere morale) di cambiare radicalmente atteggiamento, in sintonia con il concetto di sinecologia (che al contrario dell’autoecologia, analizza gli ecosistemi nella loro globalità). Non a caso il comportamento che fa cambiare idea all’alieno è un gesto di compassione dettato dal cuore, un atto d’amore verso il prossimo. Che tra le altre cose, è anche il ‘compito per tutti’ di questa settimana, suggerito dal famoso astrologo di Internazionale, Rob Brezsny.
Bisogna porre attenzione ai cicli, perché la terra fa parte di un insieme più grande, al quale si conforma. Le energie del cosmo sono molto più potenti di quanto siamo abituati a pensare, rendiamoci conto di far parte della vita di questo pianeta. Noi ne siamo parte integrante, motivo per cui dobbiamo passare dall’aggressività alla cooperazione, come suggerisce l’illuminante documento di Fritjof Capra. .
I film di EcologiaInViaggio - Wall*E
Forse non dovremmo aspettare il 2700, epoca in cui è ambientato l’ultimo film della Pixar, per vedere la nostra amata Terra ridotta in un cumulo di macerie e polvere. Secondo le previsioni degli scienziati viviamo in un’epoca dove provocheremo danni irreparabili al nostro pianeta già nel giro di 50 anni, se continuiamo a consumare, produrre e soprattutto sprecare come stiamo facendo al ritmo d’oggi.
Wall*E è lo spazzino del futuro. Il suo compito è quello di ripulire la Terra dai detriti e dalla spazzatura che ricopre il 100% del pianeta. Nel 2700, anno in cui è ambientato il film, lui è l’unico abitante della Terra insieme al suo simpatico animaletto metallico. Gli umani sono stipati in una nave interstellare da crociera con la quale sono partiti quasi 700 anni prima per l’elevata tossicità del pianeta. Con un balzo inter-stellare degno di Star Trek si sono catapultati dall’altra parte della galassia e lì se ne stanno beati senza alzare un dito e senza compiere alcuno sforzo fisico o mentale, dato che le macchine provvedono a tutti i loro bisogni. Inutile dire che questa condizione cambierà quando l’asettico e perfetto mondo della nave ospiterà il simpatico ammasso di ferraglia chiamato Wall*E e la sua amata EVE. Quello che Eve porta in grembo è infatti il simbolo del futuro dell’essere umano: una pianta.
Vedete il film e assisterete alle mirabolanti imprese del piccolo robot ammassa rifiuti terrestri Wall*E e della sua compagnia di avventure EVE. Un esempio di come si possa superare ogni difficoltà quando si vuole veramente raggiungere qualcosa. .